Assofoodtec, previsioni positive per il mercato alimentare

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    flüssige Schokolade in einer Fabrik zur Herstellung von Pralinen und Süßwaren in der Industrie // liquid chocolate at a factory

    Lo dice Marco Nocivelli, nuovo presidente Assofoodtec, che annuncia il trend evolutivo per molte filiere del settore.

    Ci può fare un bilancio sul mercato delle tecnologie di processo alimentare?

    Nel 2015 il mercato ha visto una produzione in aumento del 3,2% rispetto all’anno precedente, e buone sono anche le previsioni per il 2016 (+1,6%). Finalmente si è rivisto un segno positivo, anche se per l’anno in corso il trend evolutivo deve essere ancora consolidato. Ci auguriamo che il governo faccia la sua parte e continui gli sforzi per stimolare il ricambio di attrezzature che oggi possono essere molto più performanti e rispettose dell’ambiente e della sicurezza. Il Bonus Albergatori è un bell’esempio, che andrebbe allargato anche ad altri settori.

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    Marco Nocivelli, nuovo presidente Assofoodtec

    Tecnologie e innovazione nel settore agroalimentare: come si collocano le aziende vostre associate, sotto questo aspetto?

    Da sempre le aziende nostre associate si contraddistinguono per l’attenzione nei confronti delle evoluzioni tecnologiche e normative. Le aziende Assofoodtec spingono per la definizione di standard sempre più stringenti e performanti, che di solito iniziano su base volontaria e solo in seguito, una volta evidenziati i vantaggi per il settore, sono recepite a livello legislativo. Un esempio su tutti sono le normative sui consumi dei banchi refrigerati o le guide emanate dall’associazione per chiarire eventuali dubbi interpretativi.

    Pensa che manifestazioni come CibusTec, che si è appena conclusa e ha visto la nutrita partecipazione di aziende italiane e straniere, diano sviluppo al mercato?

    Ogni manifestazione che permetta di comunicare le evoluzioni tecnologiche e faccia punto sulle aspettative è assolutamente benvenuta. CibusTec è un bell’esempio di fiera italiana con l’industria al centro. Come associazione, ci auspichiamo che anche il governo continui a incentivare l’adozione di tecnologie che possano rendere più produttive le aziende. È urgente ridurre il gap che oggi esiste fra le aziende più virtuose e quelle che, magari per difficoltà nel reperimento dei fondi, non sono riuscite a restare al passo con lo sviluppo tecnologico.

    Nel settore alimentare italiano, quali sono secondo lei i comparti più rappresentativi del Made in Italy?

    E’ difficile fare una classifica, perché l’Italia è universalmente conosciuta per l’elevatissima qualità dei suoi alimenti, e rischerei di dimenticarne qualcuno. I prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall’Unione europea, i cosiddetti DOP, IGP e DOCG, sono più di 800 in Italia. Ma vale la pena ricordare che l’Italia è anche patria della pasta e della pizza, del caffè espresso e del gelato artigianale, oltre a uno dei principali produttori di vino, olio, riso e agrumi, solo per citarne alcuni.

    Come aiutate i vostri associati a creare nuove opportunità di business in ambito internazionale?

    L’associazione promuove le tecnologie partecipando ai tavoli normativi in ambito europeo e mondiale. Il sostegno a numerose fiere di settore è un ottimo metodo, come il fatto di partecipare attivamente a missioni imprenditoriali coordinate nell’ambito confindustriale. Per iniziativa dell’associazione si svolgono con frequenza incontri dedicati a singoli paesi o aree, con l’intervento di esperti che possono aiutare gli associati a esportare i loro prodotti in determinate zone del mondo. Tra il 2015 e il 2016, per esempio, abbiamo affrontato oltre 16 paesi. Mentre per il 2017 abbiamo già in programma incontri dedicati ad altrettante destinazioni export tra cui Cina, India e Stati uniti.

    Il crescente ingresso sul territorio italiano di macchine di provenienza extraeuropea, non conformi alla legislazione comunitaria, è un problema per i costruttori italiani?

    Sicuramente il mancato rispetto della legislazione e lo scarso controllo da parte delle autorità è una spina nel fianco onnipresente per il settore. Come associazione, siamo sempre di stimolo nei confronti delle autorità per guidare nella comprensione di quanto sia in regola con le norme esistenti. I nostri associati hanno anche la possibilità di segnalarci i casi di infrazione che rilevano, di modo che l’associazione possa farsene carico nei confronti delle autorità competenti.