Estrazione del licopene con anidride carbonica per minimizzare la degradazione della sostanza

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Nel lavoro di Dalila Calabrese dell’Università di Bologna, sono state valutate le diverse tecniche di estrazione del licopene, quali distillazione frazionata, estrazione in corrente di vapore, estrazione con solventi o desorbimento termico, ed è emerso che la SFE (Supercritical fluids extration) garantisce un’alta efficienza con un minore degradamento chimico della sostanza. Questa tecnica può essere applicata sia su scala di laboratori che industriale. Sulla base di tali premesse, l’estrazione con fluidi supercritici è una delle tecnologie migliori per trattare materie prime di interesse alimentare, farmaceutico e cosmetico. Tra i fluidi supercritici impiegabili l’anidride carbonica (CO2) è la più idonea, infatti, risulta essere priva di tossicità, inerte, non infiammabile, poco costosa, è riciclabile e quindi priva di impatto sull’ambiente. L’estrazione con CO2 è una tecnologia moderna di estrazione di componenti vegetali lipofili realizzata secondo un procedimento estremamente rispettoso e senza nessun rilascio di residui. Il funzionamento avviene a basse temperature permettendo l’assenza di degradamento fisico. Le sostanze naturali, come il licopene, sono spesso poco stabili a temperature elevate, e richiedono quindi di essere mantenute e trattate a temperature vicine a quella ambiente: la CO2 ha una temperatura critica di 31°C, che la rende particolarmente adatta come solvente per le sostanze di origine biologica.

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