Alimenti, contaminazioni sotto controllo

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Gli alimenti possono essere contaminanti anche dagli imballaggi che dovrebbero invece proteggerli.  Di che tipo di contaminazioni si tratta? Quali analisi effettuare? Il mondo del packaging alimentare ha subito un notevole sviluppo del suo impianto regolatorio negli ultimi anni. In realtà i controlli esistono dagli anni 70 ed il processo di implementazione è stato continuo e sempre più puntuale.

Al momento esiste un regolamento quadro (Reg.1935/2004) che disciplina in modo specifico (in termini di requisiti orizzontali ma non puntuali) i materiali e oggetti a contatto con alimenti (MOCA) indicando i requisiti che devono essere soddisfatti: non nuocere alla salute rilasciando i loro costituenti all’alimento e non modificare organoletticamente l’alimento stesso. Per trovare i requisiti puntuali per ogni MOCA è necessario contemplare i regolamenti, le direttive ed i decreti nazionali specifici.

Siamo infatti nel caso in cui alcuni materiali sono armonizzati a livello EU (plastica, ceramica) ed alcuni materiali sono regolati invece da disposizioni nazionali (carta, acciaio…). I controlli da effettuare partono da un esame documentale volto alla verifica dell’utilizzo di costituenti dei materiali ammessi dalle varie disposizioni, passando per il controllo della migrazione dei costituenti stessi nell’alimento (di solito sostituito da “simulanti alimentari”), fino ad arrivare ai test sensoriali olfattivi e gustativi nonché alla gestione delle sostanze non intenzionalmente aggiunte.

In particolare l’iter certificativo comprende la valutazione di documentazione di supporto e della conformità  compositiva alle liste positive (monomeri e additivi) delle legislazioni nazionali ed internazionali; la stesura dei piani analitici, quindi, migrazioni globali, migrazioni specifiche nei diversi simulanti, determinazione di additivi, cessione di metalli, migrazione di coloranti, residuo solventi e set-off; la valutazione sensoriale secondo test di Robinson o secondo i classici test olfattivi e gustativi in accordo con  UNI 10192 e DIN 10955; il supporto all’elaborazione della Dichiarazione di Conformità al contatto con alimenti.

Ultimamente si parla molto di NIAS, ovvero dei composti non intenzionalmente aggiunti. Quali analisi effettuare per la loro corretta individuazione? Per fare fronte alle richieste legislative in merito alla presenza di sostanze non intenzionalmente aggiunte nel packaging destinato al contatto con alimenti, si stanno sviluppando una serie di metodiche analitiche in grado di rilevare numerose specie chimiche che possono essere presenti a causa di degenerazioni molecolari, cross-contamination o altre cause non meglio identificate.

La valutazione del rischio permette di qualificare e, nel caso, di semiquantificare, in primo luogo, tali sostanze, sempre considerando l’ambito applicativo del materiale o oggetto, anche in un ottica di gestione delle Good Manufacturing Practices.

 

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