La farina di insetti diventerà un’ottima fonte alimentare di vitamina D

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I consumatori europei stanno abituandosi all’idea di alimentarsi con prodotti a base di farina di insetti. L’Olanda è tra i Paesi più impegnati nella ricerca in tal senso ed un gruppo di esperti della Unversità di Wageningen sta cercando il modo di rendere ancor più nutrienti queste farine ad alto contenuto proteico.

Continua infatti lo studio che aveva dimostrato che esponendo le larve di Tenebrio molitor ai raggi UVb è possibile aumentare fino a 60 volte la quantità di vitamina D presente nella farina ricavata da questi insetti. In passato i ricercatori dell’Animal Nutrition Group dell’Università di Wageningen avevano analizzato a fondo i processi di sintesi della vitamina D in molti vertebrati e si erano chiesti se anche gli insetti fossero in grado di sintetizzarla.

Il loro primo studio era stato impostato su quattro specie di insetti (locuste migratorie, grilli domestici, larve di mosca soldato nero e larve di Tenebrio molitor). Gli insetti erano stati esposti a raggi UVb di diversa intensità. Era poi stata verificata la presenza e la concentrazione di Vitamina D nelle farine ricavate dai suddetti insetti e si era scoperto che, ad eccezione delle farine ricavate dalle larve di mosca soldato nero, le altre mostravano un buon contenuto di vitamina D.

In particolare le farine di larve di Tenebrio molitor ne avevano quantità paragonabili a quelle riscontrate in alimenti considerati buone fonti di vitamina D, per esempio il salmone, il tonno e lo sgombro. Il prossimo passo sarà determinare il ruolo della vitamina D nel metabolismo degli insetti. Presso gli allevamenti, l’esposizione degli insetti ai raggi UVb sta diventando una prassi consolidata.

L’investimento è minimo, non più di 100 euro per le voliere ed i terrari di piccole dimensioni, poche migliaia di euro per gli impianti più grandi.

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