Come ottimizzare la supply chain

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Sfruttando il mondo virtuale per trasformarla da costo a generatore di entrate.

Le aziende che operano nel settore del food&beverage si trovano spesso ad affrontare problematiche di vario genere (carenze gestionali, incertezze nel sistema degli approvvigionamenti, catalogazione dei prodotti e degli ingredienti, continua evoluzione degli standard di sicurezza, ecc.) che, alla lunga, non possono che rallentare in maniera considerevole, o addirittura mettere in crisi, la gestione ottimale della catena di distribuzione.

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Tre case histories

Meneba, per esempio, una tra le maggiori aziende europee per la lavorazione dei cereali ne trasforma milioni di tonnellate ogni anno, li miscela per ottenere oltre 350 tipi di farine.
La mole di lavoro e di formule aveva reso i fogli di calcolo insufficienti, così da rendere necessaria l’adozione di un sistema, più potente e flessibile, che gli consentisse di pianificare la produzione di miscele, per poterle poi proporre al mercato ad un prezzo più vantaggioso.

Così come per Amy’s Kitchen, produttore di pasti pronti non Ogm che distribuisce nel mondo ben 250 tipologie di prodotti – cifra che raddoppia con le differenti soluzioni di confezionamento per i diversi paesi: 330 fornitori, 1800 prodotti, 3 stabilimenti produttivi che riforniscono a loro volta 5 centri di distribuzione regionali. Nel loro caso il problema dell’approvvigionamento degli ingredienti, come quello dell’inserimento corretto delle ricette e dell’organizzazione della forza lavoro aveva assunto dimensioni di difficoltosa gestibilità.

Mentre JBS, azienda che trasforma 45.000 t/anno di carne, doveva considerare molteplici fattori (stadi di lavorazione, classe, età degli animali e altre variabili) la cui elaborazione rallentava notevolmente le informazioni in tempo reale sulle disponibilità; incapace di prevedere la disponibilità delle singole unità di stoccaggio in ogni sede, non riusciva a elaborare un processo standardizzato di inoltro e consegna ordini.

Una soluzione

Grazie all’adozione di un software più performante, oggi Meneba è più reattiva nel determinare il prezzo di costo più basso e pianificare la produzione delle sue miscele. Ottimizzando la supply chain e integrandola con il suo sistema ERP, oggi è in grado di controllare e gestire il suo processo produttivo globale in una modalità più performante rispetto al passato, modalità che si traduce in profitto.

Amy’s è stata in grado di organizzare 1000 dipendenti e 2000 cicli di produzione con 36.000 posizioni predefinite e 400 skillset, oltre a elaborare piani di produzione mensili con anticipi fino a 36 mesi. Mentre JBS oggi può gestire sia i complessi processi produttivi sia la logistica del personale. Il nuovo software adottato ha praticamente eliminato la pianificazione manuale, consentendole una scelta migliore dei mix di produzione.

Alimentato dalla piattaforma 3DExperience, DELMIA Quintiq è il software che Dassault Systèmes propone al settore food&beverage per risolvere problematiche di supply chain come quelle sopra riportate in breve.

Offre soluzioni scalabili per modellare, pianificare e ottimizzare reti complesse e operazioni logistiche, programmare forze lavoro dislocate in aree geografiche diverse, impostare strategie costruttive.

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