Pectine, applicazione di diverse tecnologie green per la loro estrazione da bucce di arancia

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L’obiettivo del presente studio è stato quello di confrontare differenti tecnologie green per l’estrazione di pectine a partire da bucce di arancia. Questo confronto è stato effettuato sulla base di diversi parametri di processo, come la resa, il grado di esterificazione (DE) ed i consumi energetici.

I risultati dimostrano che il tipo di tecnologia influenza le caratteristiche delle pectine in termini di morfologia, proprietà termo-gravimetriche e valore di DE. In particolare, è stato osservato che l’estrazione rapida solido–liquido dinamica (RLSD) è in grado di trattare la più grande quantità di bucce, ma, allo stesso tempo, è caratterizzata anche dalla più bassa resa di processo.

Inoltre, nonostante il suo consumo energetico sia minimo, il metodo RLSD richiede l’utilizzo di un significativo quantitativo di etanolo che ne compromette la sostenibilità. Secondo lo studio, invece, i metodi che prevedono l’impiego di acqua calda sono più efficienti e consentono di ottenere pectine di elevata qualità.

In particolare, quando questo processo viene condotto in presenza di acido citrico, entrambe la resa di estrazione ed il DE raggiungono i loro massimi (pari, rispettivamente, a 21 ed 82.5%), mentre il consumo di etanolo rimane limitato e quello di energia presenta il suo minimo. Infine, gli autori sostengono che l’estrazione a microonde, condotta direttamente su bucce fresche, costituisce una buona alternativa tecnologica per ottenere pectine a basso metossile, anche se la resa di processo non è massima.

In sintesi, i risultati riportati nello studio sono utilmente utilizzabili dall’industria del settore nell’ottica non solo dello sviluppo di nuove tecnologie green, ma anche di quello dell’economia circolare permettendo di valorizzare un importante scarto alimentare come le bucce di arancia.

Riferimenti bibliografici: Benassi et al., Molecules, 26, 2021 1-17.