Derivati del malto: c’e’ ancora molto da inventare

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Cosa l’ha spinta a cambiare nuovamente settore nel 2006?
Ho accettato la proposta della Pellini Caffè, curando la messa a punto del nuovo stabilimento di Bussolengo, completamente automatizzato: in breve le attività produttive sono entrate a pieno regime ed i volumi hanno raggiunto il livello desiderato. L’installazione ed il conseguimento dell’efficienza di una struttura del tutto automatizzata, anche nei software operativi e gestionali, è stata una sfida impegnativa. Devo sottolineare di aver avuto la fortuna di lavorare con un team di collaboratori ed esperti di grande professionalità.
La sintesi armonica di tutti i fattori produttivi, qualitativi e gestionali è stata ancora una volta la scelta vincente.

Nel 2008 una nuova sfida….
Si, sono entrato in Panem, grande produttore italiano di pane fresco.
In qualità di Direttore tecnico produttivo mi è stato affidato il compito di razionalizzare la produzione e diminuire i costi, un obiettivo centrato con diversi sacrifici da parte di tutti. Il progressivo aumento del prezzo delle materie prime e dei costi di trasporto avevano reso indifferibile un intervento in questo senso. Sono stati momenti difficili ma li ho affrontati con serenità, grazie anche all’ottimo rapporto con tutto il management aziendale.

C’e’ ancora molto da inventare

Siamo arrivati a ieri. E oggi?

Dal 2011 ho assunto la Direzione dello stabilimento di Darfo Boario Terme della Diamalteria Italiana. L’azienda è stata recentemente acquisita dal gruppo francese Malteurop; stiamo realizzando un importante piano di investimenti che porterà ad un incremento dei volumi produttivi, a un ampliamento dell’offerta degli estratti di malto liquidi e in polvere, con conseguenti nuove prospettive verso il mercato mondiale, già ben presidiato.

Chi sono i vostri clienti? Come utilizzano i vostri prodotti?
I nostri clienti sono i principali produttori italiani e mondiali di prodotti da forno e dolciari, baby food, bevande ed altri grandi utilizzatori. Forniamo loro solo ingredienti di origine naturale, soprattutto derivati del malto e farine idrolizzate; migliorano sapore, struttura e colore di pane, biscotti, preparati per minestre, bevande gassate e altro; le applicazioni sono molte e diversificate. I nostri principali prodotti apportano proprietà funzionali e svolgono un’attività enzimatica di origine naturale; compiono interventi fondamentali per la tecnologia produttiva degli utilizzatori. Produciamo inoltre mix e miglioratori che permettono a Diamalteria Italiana di coprire l’intera filiera dei prodotti da forno.

Le tecniche di produzione dei derivati del malto e dei prodotti da forno dovrebbero, in teoria, essere più che consolidate. C’è ancora qualche cosa da inventare?
Sì. C’è ancora molto spazio per prodotti estratti naturalmente dai cereali ed in grado di conferire profili enzimatici e caratteristiche funzionali o aromatiche innovative. E’ il nuovo percorso che abbiamo imboccato, siamo supportati dalle grandi potenzialità della nostra capogruppo, che, partendo dal campo, può coprire l’intera filiera. Malteurop ha un centro ricerche di primissimo ordine, un validissimo e indispensabile supporto per tutti gli sviluppi innovativi.

L’industria alimentare del futuro

Nella sua attività si è occupato di tanti prodotti diversi, tutti rispondenti all’esigenza di un’alimentazione semplice e rapida che strizza l’occhio alla tradizione. E’ questa l’industria alimentare del futuro?
Per l’industria italiana questo può essere vero ed auspicabile, ma solo in parte. Non credo esista una ricetta valida per tutti, l’industria alimentare deve coprire i bisogni di tutte le fasce di popolazione; sono necessità estremamente eterogenee. La chiave del successo non può essere una sola, la qualità e la tecnologia sono la base, ma devono essere sempre abbinate a corrette proprietà nutrizionali, appetibilità, costo, marketing e comunicazione.

C’è un prodotto, un progetto o un risultato di cui è particolarmente orgoglioso?
Ricordo con molto piacere le applicazioni delle atmosfere modificate nel settore dei formaggi, veramente innovative per la seconda metà degli anni ’80. Altrettanto interessante è stato lo sviluppo delle linee di sughi (bianchi e rossi) in tempi ridottissimi con una scrupolosa attenzione ai costi.
Mi hanno sempre dato grandi soddisfazioni anche i progetti di automazione di linee produttive e di interi stabilimenti, con il raggiungimento di elevati standard produttivi. A questi eventi positivi seguono sempre il miglioramento delle condizioni di lavoro, l’incremento della qualità ed il suo mantenimento, confermato anche da terze parti per esempio tramite il conseguimento ed il mantenimento della certificazione ISO.