Mutti spa, tra le imprese amiche dell’ambiente grazie allo sviluppo di nuove tecnologie

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Rispettare un territorio non significa solo preservarlo, ma contribuire attivamente al suo sviluppo. Con questa convinzione Mutti instaura da sempre relazioni attive con la società, le istituzioni, le università delle zone dove opera, dando così il proprio contributo a una visione del futuro condivisa. Sono numerosi i programmi di ricerca volti a controllare i consumi delle risorse e sviluppare metodi di coltivazione efficienti e di basso impatto ambientale. Quali tra questi?

L’ultimo progetto in ordine di tempo è quella realizzato con Horta, uno spin off dell’Università Cattolica di Piacenza specializzato nello sviluppo di sistemi per il supporto alle decisioni: i DSS (Decision Support System). Mutti, grazie alla collaborazione con l’Università, sta sviluppando Pomodoro.net: un sistema in grado di simulare la crescita del pomodoro in funzione del clima, nonché di monitorare e prevedere in parallelo lo sviluppo di eventuali malattie o insetti dannosi e di individuare i fabbisogni idrici e nutrizionali. È dunque la forma più avanzata di assistenza tecnica in agricoltura. Grazie a questo DSS, di cui nel 2017 verrà rilasciato un primo modulo per peronospora (malattia delle piante) e irrigazione, sarà possibile intervenire in modo più tempestivo ed efficace, con un risparmio di mezzi tecnici ed il conseguente miglioramento delle performance quanti-qualitative, nonché, di quelle ambientali. Mutti è, inoltre, coinvolto in un’altra importante collaborazione che interessa il Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università di Parma, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni tecnologiche/impiantistiche in grado di risolvere problemi tecnico-produttivi. Grazie a questa collaborazione, è già stato realizzato in laboratorio uno strumento capace di misurare la difettosità qualitativa di una categoria di prodotto finito.

Caldaie Melgari ha fornito a Mutti spa un nuovo impianto, un generatore di vapore da 20 ton/h dotato di economizzatore e sistemi di controllo dei fumi. Si tratta di una soluzione che consente di ridurre il consumo di combustibile e comporta risparmi uniti alla riduzione delle emissioni. Come azienda rappresentate un’eccellenza del territorio in grado anche di investire per preservarlo. Che tipo di risparmi avete avuto? Quanta riduzione di emissioni?

La nuova caldaia Melgari, a differenza delle altre caldaie esistenti, è stata dotata di alcuni accessori di notevole importanza ai fini della riduzione dei consumi energetici e del contenimento delle emissioni. Nello specifico, la caldaia è dotata:

  • Di un economizzatore, ossia di uno scambiatore di calore che, installato sul camino, è in grado di recuperare il calore residuo ancora presente nei fumi che vengono rilasciati in ambiente e di trasferirlo all’acqua che alimenta la caldaia stessa. Tale soluzione consente di ridurre la temperatura dei fumi, che scende dagli oltre 200°C fino a circa 110°C, permettendo al contempo di pre-riscaldare l’acqua che andrà ad alimentarla. Il risparmio di gas, associato a questo recupero, è notevole e si può stimare in circa 160.000 mc di gas annui. Tale riduzione ha dei benefici sia economici che ambientali. Infatti, oltre a garantirci un risparmio in termini economici, ci permette di ridurre le emissioni di CO2 di circa 192 ton/anno.
  • Di un sistema di analisi dei fumi, che ne rileva ad ogni istante temperatura ed il contenuto di ossigeno e CO2. Grazie a queste misurazioni, il sistema di gestione elettronico, che controlla il bruciatore, è in grado di correggere continuamente i parametri che ne regolano la combustione. In questo modo, diventa quindi possibile avere sempre il rapporto ottimale tra aria e gas, riducendo ulteriormente i consumi di metano con una riduzione dell’impiego di combustibile di circa l’1%.
  • Di un inverter – presente nella pompa che alimenta la caldaia – in grado di regolare la velocità, e quindi la portata, in funzione della reale necessità di acqua del generatore di vapore. Un meccanismo di regolazione di questo tipo, al contrario del sistema tradizionale (pompa a portata fissa con valvola di regolazione), consente un risparmio di energia elettrica necessaria al suo funzionamento dell’ordine del 30%.

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Climate Counts è l’associazione no profit che classifica le aziende mondiali sulla base della lotta ai cambiamenti climatici, pubblica sempre un report annuale. Da questo scopriamo con piacere che le aziende con migliori performance ambientali sono anche quelle i cui fatturati crescono di anno in anno. Possiamo dire la stessa cosa per Mutti grazie all’intervento di Caldaie Melgari?

L’intervento realizzato con Caldaie Melgari nasce dalla necessità di adeguare la capacità della nostra centrale termica, in seguito alla crescita dei volumi richiesti dallo sviluppo delle nostre vendite. La caldaia è stata scelta in base a precise specifiche legate all’efficienza energetica.

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Oltre a questo intervento, ci sono altre azioni che avete fatto per risultare “impresa green”?

A partire dal 2010, Mutti si è volontariamente impegnata, a fianco del WWF, in un progetto di riduzione dell’impronta idrica attraverso misure per migliorare l’efficienza e l’efficacia dell’irrigazione nei campi e per ridurre l’uso di fertilizzanti. Grazie a strumenti di monitoraggio dell’umidità del terreno, è stato possibile valutare le esatte esigenze di irrigazione del pomodoro, con un risparmio sui volumi di acqua usati in irrigazione e una conseguente riduzione dell’impronta idrica totale. Grazie ad un monitoraggio annuale, il calcolo viene inoltre aggiornato tenendo conto del regime climatico e delle pratiche agricole. L’esperienza di Mutti dimostra come attraverso tali azioni sia possibile ridurre l’impatto di un settore strategico come quello agricolo, rendendo la filiera produttiva sempre più coerente con obiettivi ambientali misurabili e tangibili. Un virtuosismo ambientale che ogni anno si arricchisce di pratiche sostenibili e di nuovi sistemi. Un impegno che si trasforma in una responsabilità di business ma, soprattutto, in una promessa nei confronti dei consumatori e, nel suo piccolo, del pianeta. Ulteriori interventi di riduzione dei consumi energetici si sono focalizzati su:
a. la centrale termica, con l’installazione sia di economizzatori sia del sistema di analisi in continuo dei fumi su altre caldaie;
b. l’installazione sul tetto dello stabilimento di un impianto fotovoltaico di 1 MW di potenza;
c. l’installazione di nuovi impianti di concentrazione del pomodoro dotati di un sistema di recupero e di ricompressione meccanica dei vapori di acqua estratti dagli stessi succhi di pomodoro, in luogo di quelli tradizionali e più energivori che funzionavano con vapore di caldaia;
d. la sostituzione progressiva di tutte le lampade e le plafoniere con i più efficienti sistemi di illuminazione a LED;
e. l’installazione progressiva di motori con classe di efficienza più alta (IE3) e dotati di regolatori di giri (inverter);
f. l’installazione di nuovi compressori per l’aria compressa più efficienti e anch’essi dotati di inverter per la regolazione della portata di aria in funzione delle reali necessità del sito.

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