Qualità, sicurezza e tanto export

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Vincere all’estero
Oggi, producete anche pesto, salse ed altri condimenti per pasta e riso, cosa vi ha portato ad ipotizzare che questa integrazione fosse una mossa vincente?
E’ stata la logica conseguenza della determinazione ad uscire di più e meglio dai confini nazionali. Non potevamo contare solo sulle referenze principali; sottolio e sottaceti sono poco utilizzati all’estero. Abbiamo pensato alla pasta, punta di diamante della gastronomia italiana. In Europa e nel mondo il consumatore medio non ha idea di come si prepari il sugo e quando acquista la pasta, le bruschette e simili vuole qualche cosa per condirle. I buyer della grande distribuzione estera hanno bisogno di proporre questi abbinamenti; si aspettano il classico sugo al pomodoro ed altri condimenti tipicamente italiani: pesto e salse; apprezzano molto anche i contorni pronti. Per completare l’offerta abbiamo ampliato e modernizzato lo stabilimento di Monsummano Terme, investendo 7 milioni di euro nella predisposizione di un secondo impianto, su un terreno a due chilometri di distanza da quello storico. Nel 2005 confezionavamo poco meno di 1 milione di vasetti di pesto e altri condimenti, nel 2013 ne abbiamo prodotti 30 milioni venduti in Italia ed all’estero.

Che rapporti avete con la grande distribuzione internazionale?
Il 70% del nostro fatturato complessivo, Italia ed estero, si deve alle private label.
Per non sbagliare approccio, anche all’estero, abbiamo inizialmente puntato sui marchi privati e siamo a poco a poco entrati in molte tra le più importanti catene della GDO europea. Una sfida vinta. Nella situazione di drammatica crisi dei consumi interni, il gruppo è cresciuto proprio perché ha progressivamente spostato l’attenzione dal mercato nazionale a quello estero. In Svizzera distribuiamo il marchio Polli, in quasi tutti i Paesi europei, lavoriamo per le private label e, da alcuni mesi, abbiamo una presenza rilevante anche in Francia.

In Italia quale è il target più interessato alla vostra offerta?
Gli adulti. Le conserve sono caratterizzate da consumi relativamente stagionali, concentrati in estate, per la preparazione di insalate di riso o di pasta ed in inverno per l’abitudine di portare in tavola i sottolio durante le feste di Natale. Sono prodotti con una forte connotazione di acquisto d’impulso. Leggermente diverso è lo scenario dei contorni pronti, caratterizzato da ricette regionali e prodotti più leggeri, come i nostri SenzaOlio, verdure preparate e conservate al naturale, per soddisfare le esigenze di chi predilige piatti a ridotto contenuto calorico, pronti da gustare, utilizzabili come alternativa di più rapida preparazione rispetto a surgelati ed ortaggi freschi.

Come si innova in un settore così tradizionale?
Ciascuna delle generazioni Polli ha innovato dal punto di vista commerciale ed industriale. Oggi, innovare le ricette è davvero difficile. In futuro, le principali novità potrebbero venire dal packaging e dall’incrementare il livello di servizio, in altri termini dal generare nei prodotti “già visti” un rinnovamento tale da restituire loro un ruolo centrale nel mercato e nelle strategie aziendali.

Nei mercati esteri proponete le ricette valide per il mercato italiano o le riadattate Paese per Paese?
Le ricette sono tendenzialmente uguali in tutto il mondo: il fatto che uno storico brand italiano proponga una certa ricetta perché “in Italia si mangia così”, affascina ed ha un sicuro appeal sia nei Paesi gastronomicamente più vicini a noi, sia in Terre che hanno una tradizione alimentare del tutto diversa. Per quanto riguarda le private label, ciascuna ha una propria ricetta, sviluppata in collaborazione con il cliente.

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